Fisco - avanzo di 4,2 miliardi PDF Stampa E-mail
mercoledì 03 febbraio 2010

Fisco, a gennaio avanzo di 4,2 miliardi

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Il Tesoro: «Incremento del gettito»
(http://www.lastampa.it/) ROMA - Nessun fabbisogno a gennaio. Anzi: un avanzo di cassa di 4,2 miliardi che dipende - spiega il Tesoro - principalmente dall’incremento del gettito tributario, da sempre un buon indicatore dell’andamento dell’economia. Il dato arriva proprio mentre l’Agenzia delle Entrate rende noto ufficialmente le prime elaborazioni sulle dichiarazioni 2009, che segnano come, anche nel 2008, il gettito è cresciuto grazie anche ad un aumento del 3,07% (+570 euro in media) dei redditi dichiarati dagli italiani: dai 18.540 euro del 2007 ai 19.110 euro del 2008. Questo anche se è ancora elevatissima la quota di connazionali (uno su due) che nelle dichiarazione indica di incassare sotto i 15.000 euro e si contano con il lumicino gli italiani che dicono al fisco di aver incassato oltre 100.000 euro (uno ogni 100).
In ogni caso una promozione alla politica di bilancio “prudente” arriva oggi da Arrigo Sadun, direttore esecutivo per l’Italia del Fmi secondo il quale l’Italia non è un Paese a rischio perchè ha gestito «bene» la crisi. Ma una certa prudenza è d’obbligo dato l’elevato livello di debito pubblico. Per quanto riguarda i conti dello Stato oggi il Tesoro segnala una buona notizia. Che ha a che fare principalmente con il fisco: «Nel mese di gennaio 2010 - si legge in una nota - si è realizzato un avanzo del settore statale pari, in via provvisoria, a circa 4.200 milioni, rispetto ad un fabbisogno di 1.472 del mese di gennaio 2009». E il miglioramento del saldo del mese di gennaio, rispetto allo stesso mese del 2009, - spiegano da via XX Settembre - «è dovuto sostanzialmente ad un incremento del gettito tributario». Ma anche se gli incassi vanno meglio c’è evidentemente ancora qualche nodo da risolvere sul fronte fiscale.

Dalle dichiarazioni dei redditi 2008 risulta infatti ancora che la metà degli italiani ha un reddito veramente basso (sotto i 15.000 euro) e che i “Paperoni” (chi dichiara sopra i 100.000 euro) sono davvero pochi: uno ogni 100. In tutto a dichiarare sotto i 15.000 euro nel 2009 sono stati 19.832.302 connazionali (il 48,2% dei poco più di 41 milioni di contribuenti ’censitì). Tra questi la ’classè più corposa è quella tra i 12.000 e i 15.000 (3,9 milioni di cittadini). I contribuenti che, al lato opposto della graduatoria, hanno le dichiarazioni più ricche sono in tutto 395.562, poco meno dell’1% del totale (lo 0,96%).

Un terzo dell’ammontare totale (785.902.881 euro) è rappresentato dalle fasce intermedie: quella tra i 15.000-20.000 euro e 20.000-26.000 euro. Passando alla distribuzione geografica si scopre che i redditi dichiarati dagli italiani crescono (sempre nel 2008) del 3,07% (+570 euro in media): dai 18.540 euro del 2007 ai 19.110 euro del 2008. La crescita media più alta se la aggiudica Bari, male Venezia con addirittura un segno meno, mentre Roma, con un incremento di 1.300 euro di reddito medio in un solo anno accorcia le distanze con Milano (+1.100 euro) che però rimane il capoluogo di regione con il reddito medio più alto (30.900 euro).
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 03 febbraio 2010 )
 
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